Madrigale, Nicolò Frangipane
Dimensioni in centimetri: 35 x 45 compresa cornice
Il dipinto raffigura personaggi di vario rango intenti nel canto: Bacco, un fauno, cavalieri, soldati, suonatori, bevitori, un merlo che canta e un gatto pronto a rubare un salame. I dettagli, come i salami, alludono ironicamente a temi sessuali. Un’opera colta e satirica, di notevole raffinatezza esecutiva.
Dipinto attribuito a Nicolò Frangipane, pittore attivo tra Venezia, Udine e Rimini nel secondo Cinquecento. Sebbene scarsi siano i documenti d’archivio, molte opere firmate ne attestano l’attività. Un contratto del 1563 lo indica come veneziano, figlio di Matteo, smentendo l’ipotesi di origini friulane.
Secondo G.T. Faggin, potrebbe avere legami familiari con Gianmarino Franzapani di Recanati. È documentato nelle Marche e a Rimini tra il 1583 e il 1588, poi di nuovo a Venezia (1593), registrato nella fraglia dei pittori (1594) e attivo nel bergamasco (1597). Successivamente se ne perdono le tracce.
Forse allievo di Tiziano, fu influenzato anche da Giorgione e Campagnola. La sua pittura, dall’impianto arcaico, congiunge il giorgionismo del primo Cinquecento al revival seicentesco di Pietro Vecchia. I suoi soggetti spaziano dal sacro al profano, con temi ricorrenti: Cristo portacroce, Sacra Famiglia, scene bacchiche e madrigalisti. Boschini lo definì «pittore curioso», autore di opere grottesche e ironiche, dai forti contrasti cromatici e modelli espressivi.